Corri corri e ti aggrappi
nelle notti che poi strappi.
Come inciampi e t’affretti
dentro i sogni sotto i tetti.
La micetta s’è arruffata
per la pioggia distillata
da quel cielo adottato
che i baffetti t’ha piegato.
Ma il musetto tuo scolpito
di quel nero un po’ sgualcito
se ne resta sì orgoglioso
del tuo sguardo vanitoso.
Poi ti scorgo di soppiatto
col nasino un po’ distratto
mentre lecchi la ferita
che consuma la tua vita.
Per fortuna sono sette
quante Bastet te ne dette
e anche il salto più fatale
non è certo il gran finale.
Io ti guardo indaffarato
nel tuo mondo riparato
dove sola hai custodito
quell’amore inaridito.
E per quanto sia bizzarro
“sei così bella” ti sussurro
e asciugando l’amarezza
t’amerei in una carezza.

© Kainwhite