"Oh sospiro del mondo celato
Invisibile fiume che scorre
Dalla foce alla fonte
Tu frutto ambito di Ydrumill
Di Oüthren figlia prediletta
Che dai giorni perduti
Hai mostrato la Via
E nel tramonto dei Custodi
Hai sigillato il segreto
Delle cose che furono
E di ciò che sarà."

 

Tradizionalmente, nell’arco dei millenni, la forza magica che permea ogni cosa, visibile e invisibile, tangibile e intangibile, viene fatta discendere dagli dei della conoscenza, secondo alcuni, o dal potere degli elementi di cui è costituito il cosmo, secondo altri. I suoi misteri sono stati custoditi per secoli e tramandati dagli Antichi Custodi, i draghi delle origini, e infine appresi da pochi individui capaci di piegare le leggi della natura al proprio volere e di attingere potere dal mondo degli spiriti e degli elementi. Scomparsi i Custodi e caduto il popolo Nethar, gli antichi elfi grigi, le conoscenze arcane furono quindi trafugate, strappare alla storia come bottino di guerra ed ereditate da quelle genti, per primi gli uomini, che ne seppero preservare i segreti.

Ogni forma di magia nel mondo di Ferhaven è legata a una particolare Sfera, un elemento cioè che ne governa le leggi e i poteri che ne derivano. Attraverso gli insegnamenti e le tradizioni magiche diffusi nelle Terre Antiche il suo apprendimento si divide in dieci Sfere. Ogni esperto di magia si vota principalmente allo studio delle forze che derivano da un elemento in particolare, il cui apprendimento è dettato dalla propria Tradizione.

 

ACQUA

I maghi dell’Acqua pongono alla base della loro conoscenza il principio del divenire, il mutare perenne ma armonioso, la conservazione attraverso la capacità di adattamento. Si adoperano affinché le forze della magia non restino immobili, ma mutino la propria forma senza scompensi, manipolandone gli stati senza distruggerne le caratteristiche originarie. Chi ha accesso a questa sfera predilige l’uso delle formule illusorie le quali, più d’ogni altra, sono in grado di mutare le apparenze ma non la sostanza delle cose. Anche gli incantesimi di rivelazione, di cui fanno uso molti indovini, sono apprezzati da questi personaggi in quanto costituiscono la chiave della conoscenza oltre l’apparenza mutevole e l’inganno. Altri maghi, che dimorano nelle città costiere, imparano poi a dominare la forza dei flutti e delle maree per controllarle a loro piacimento e sono tra le poche persone al mondo in grado di entrare in contatto con l’antico e misterioso popolo degli abissi. Oltre ai maghi vi sono anche individui di natura errabonda che adoperano la magia di questa sfera a scopi benefici e di cura. Come i maghi dell’Acqua anche questi guaritori e girovaghi pongono il rispetto di ogni forma di vita sopra ogni altra cosa.

 

ARIA

La filosofia alla base della sfera dell’Aria è fatta propria dai Maghi Erranti e da quelli appartenenti ad alcune razze, legate a questo elemento, come gli elvlin. Il suo principio fondante è quello dell’intangibilità dello spirito contrapposta all’imperfezione della materia e della sua capacità di sfuggire a ogni forza costrittiva: lo spirito non può essere catturato o dominato in alcun modo, ma può essere solamente assecondato. Per il mago che trae i suoi poteri dal vento non è la cosa in essere ciò che conta, ma lo spirito che le è proprio e che ne costituisce, anche solo per pochi istanti, la sua vera essenza. Per queste ragioni la sua azione è improntata alla continua ricerca della libertà e della verità oltre le apparenze. Distaccati dalla vita mondana e dalla ricerca della ricchezza materiale, i maghi più esperti dell’Aria si spingono verso confini sempre nuovi e divengono, grazie alle loro capacità, grandi esploratori in grado di compiere viaggi lontani nel più breve tempo possibile. Si tratta inoltre di individui molto perspicaci, dei veri indagatori della natura in grado di controllare le correnti magiche per spostare le cose contro ogni legge fisica e di ingannare qualsiasi ostacolo. Benché mossi da intenti a loro dire superiori, molti maghi dell’Aria alle prime armi non disdegnano tuttavia di trarre giovamento dai piaceri della vita. Essi si limitano a sfruttare il loro potere per vivere di comodo e, in certi casi, di azioni criminali.

 

FULMINE

I principi che definiscono la magia del Fulmine possono essere ben riassunti nella formula “imprigiona, assorbi, consuma”. Il fine ultimo di ogni mago che si ispira a tale assioma è infatti quello di studiare le energie, siano esse magiche che fisiche, per poterle convertire in forza elettrostatica e magnetica e infonderle nella materia a proprio uso e consumo. Tramutare l’energia magica libera e aerea in statica, imbrigliarla e incanalarla è quindi il principio alla base dell’azione del mago del Fulmine, che può così controllare e accrescere il suo potere in maniera esponenziale. Ambiziosi, boriosi, senza scrupoli, ma anche testardi, passionali e accorti, questi maghi sono soliti compiere grandi esperimenti sfruttando la forza delle saette e delle tempeste. Se da un lato possono adoperare il frutto dei propri esperimenti a scopi benefici, creando formidabili strumenti magici, dall’altro possono anche tramutarsi in spietati tiranni, capaci di sfruttare per i propri scopi, e senza moderazione, qualunque forma di energia, compresa la vita altrui.

 

FUOCO

Fuoco, fiamme, calore e incendi hanno da sempre rappresentato, in natura, gli elementi più devastanti e straordinari al tempo stesso che ci siano. Non stupisce quindi di sapere che la maggior parte dei Maghi Rossi, nome che viene dato a coloro che adoperano i poteri del Fuoco, facciano uso di un gran numero di incantesimi di distruzione. Ciò nonostante, alla base degli insegnamenti di questa formidabile sfera, esiste un principio troppo spesso dimenticato per motivi di ambizione o cieca brama di dominio. Il vero potere del fuoco non risiede infatti nel solo effetto distruttivo, ma sta piuttosto nel suo scopo invisibile: l’atto di bruciare non è altro, infatti, che il mezzo per raggiungere la verità oltre la materia e con essa l’immortalità dello spirito. Dall’eterno conflitto del Fuoco con l’elemento dell’Acqua nasce la vita e poi di nuovo, attraverso le fiamme, questa si tramuta e ritorna alla sua vera essenza trascendendo il mondo apparente. Per il mago eletto solo la forza che incenerisce può rigenerare ed è quindi la più nobile che esista.

 

GHIACCIO

I maghi che si richiamano ai poteri della sfera del Ghiaccio sono i meno numerosi e i più imprevedibili. Ciò è dovuto a un fattore ben noto nell’ambito degli studi di magia. Il principio fondante della sfera stessa è la quiescenza, stato di inerzia a cui ogni elemento dell’universo, secondo i maghi del freddo, è destinato. La materia e lo spirito sono travolti dall’incessante movimento della spirale del caos, ma tale moto è destinato a diminuire sempre più fino alla sua completa cessazione. Il compito del mago è quello di percepire quel momento ed essere in grado di realizzarlo dominando così il destino delle cose. Una volta ottenuto tale potere il mago eleva se stesso a un livello superiore e ogni distinzione tra vita e morte, o bene e male, perde qualunque importanza. Per poter raggiungere questa capacità lo studioso deve svuotare la propria mente da ogni ingombro e isolarsi il più possibile dal mondo, affinché la sua stessa coscienza entri in sinergia con lo stato di quiescenza assoluta riuscendo a invocarlo. Per questa ragione i maghi che si accostano alla sfera del Ghiaccio sono piuttosto rari e i pochi che decidono di abbracciare la sua severa filosofia vivono, solitamente, talmente lontano dalla civiltà e dal proprio tempo da finire per considerarsi dei veri predestinati.

 

LUCE

La sfera della Luce è considerata, dalla maggior parte degli esperti di magia, la più nobile e alta nella gerarchia dell’universo magico. Evolutasi durante il millenario regno degli antichi Nethar e perfezionata dai Signori della Magia, la sfera della Luce premia gli eletti che a essa si votano con il dono della sapienza suprema. I suoi principi fondanti sono la ricerca della verità, la supremazia dello spirito sulla materia e quella della luce sulle tenebre. Lo scopo ultimo del mago Illuminato è quello di portare il lume della conoscenza attraverso le tenebre e ambire ai fini più nobili, quali la ricchezza di spirito, la prosperità di ogni essere vivente e, non ultima, l’illuminazione della verità che concede la conoscenza finale del tutto. Seguire la via della Luce significa spazzare via ogni ombra e incertezza della mente, contribuire al progresso della propria civiltà, adoperarsi per il benessere collettivo e mantenere l’ordine universale, difendendolo dall’autodistruzione e dalla corruzione rappresentate dall’avidità, dalla violenza, dall’ignoranza e dalle arti oscure. Grazie ai poteri che derivano dalle energie positive, il prescelto della Luce si fa custode del cosmo e si erge come difensore del sapere assoluto. Egli valica così la dimensione fisica per porsi tra divino e terreno, tra l’universo generante e l’idea generata, strumento e artefice al tempo stesso di un ordine superiore a cui l’intero creato aspira.

 

MORTE

Le pericolose formule della Morte sono tra le più antiche che siano mai state conosciute, ma la loro origine, così come i principi fondanti di questa sfera, sono andati perduti nel tempo. Alcuni racconti parlano di una sorta di potere Arcano e mistico al tempo stesso di cui si sarebbe servita un’antica casta di sacerdoti preposti al culto dei morti. È idea comune, infatti, che nessun essere mortale abbia mai potuto ambire al dominio assoluto sulla vita e sulla morte se non per intercessione di una qualche entità superiore, a cui è legato il destino di ogni creatura vivente. Tale ipotesi trova tuttavia un acceso parere contrario da parte dei sacerdoti, per i quali il culto dei defunti non ha mai avuto a che fare con la capacità di sottrarre la vita, di richiamare le anime perse e i non-morti, così come con tutte le pratiche blasfeme che gli stregoni della morte sono soliti svolgere. Il fatto certo è che, a un certo punto dell’era ancestrale, lo studio della sfera della Morte fu apertamente condannato e bandito quasi ovunque nelle Terre Antiche. Solamente alcune creature, come i Nadrak, o crudeli stregoni, detti Negromanti, continuarono a far uso degli incantesimi che da essa discendono per scopi personali e oscuri. Al di fuori del mondo sotterraneo, dove tali apostati delle leggi della magia dimorano, gli insegnamenti della sfera della Morte furono quindi vietati per millenni e contrastati da tutte le congregazioni di maghi ogni qual volta riaffioravano, corrompendo e plagiando nuovi seguaci.

 

OMBRA

Ovunque, nell’universo, esista una forma di energia positiva esiste anche la sua opposta in grado di estinguerla, così come la tenebra inghiotte la luce che non può essere eterna. Mentre il lume della conoscenza inganna il mago promettendogli la verità, è il potere della tenebra che ne cela il reale significato, poiché ogni cosa scaturisce da essa e ad essa è destinata nuovamente. Questi principi, posti alla base della sfera dell’Ombra, definiscono anche i compiti del vero mago, il quale deve scoprire la verità segreta delle cose che non può essere rivelata dalla conoscenza mortale. Essa è celata nel lato oscuro di ogni cosa e solo dalla fusione della coscienza del mago con la tenebra primordiale è possibile afferrarla. Una volta ottenuto il vero sapere, oltre il mondo visibile e percepibile dai sensi, esso non può essere a sua volta rivelato, ma soltanto tramandato da un prescelto all’altro. Colui che indaga quindi le forze oscure, e trae potere da esse, ha il dovere di tacere le proprie scoperte al mondo, poiché questo giace nell’ignoranza ed è sedotto da false ideologie. Per ottenere ciò ciascun mago dell’Ombra, dispone di formule che gli permettono di nascondere se stesso e i propri segreti dagli indegni e da coloro che asseriscono, presuntuosamente, di conoscere la verità.

 

TEMPO

La sfera del Tempo rappresenta una forza eccezionale e straordinaria i cui poteri vanno ben oltre le comuni facoltà magiche. Essa concede, ai pochi maghi che giungono al vertice della sua conoscenza, la chiave di comprensione dell’universo, delle sue origini e del suo divenire. Una volta giunto a tale stadio supremo, l’eletto trascende il tempo e lo spazio in cui ha vissuto come un comune essere mortale e raggiunge lo stato di Spirito Antico. I segreti del Tempo sono tuttavia considerati i più pericolosi a cui un mago possa ambire e non è un caso che tutti coloro che si sono fatti tentare da un loro uso improprio, come per esempio avventurarsi in epoche differenti per mutare il corso degli eventi, siano scomparsi per sempre senza lasciare traccia. Comprendere il moto delle ere per dominare il destino degli esseri viventi è difatti una falsa ambizione, da cui il mago deve rifuggire per non essere condannato all’oblio e smarrirsi tra le spire del tempo. Grazie ai poteri che derivano da questa sfera molti maghi si prodigano invece nello studio della divinazione, auto-proclamandosi Veggenti.

 

TERRA

Da sempre legata ai riti e ai luoghi più antichi del continente, la prima a essere tramandata agli uomini dalla razza degli elfi, la sfera della Terra si fonde spesso con credenze di natura religiosa, come i riti delle stagioni, e viene insegnata da individui sapienti che fanno discendere i propri poteri dagli spiriti della natura. Per i maghi che si dedicano ad apprendere i suoi segreti, la fonte da cui ogni energia ha origine risiede nel mondo e nella materia. Secondo il loro pensiero la vita nasce dalla fusione della terra con tutti gli altri elementi, ma se questi contribuiscono a definire le caratteristiche di ogni essere vivente, è la terra ciò da cui deriva la forma e l’essenza. Il mondo dove il mago dimora rappresenta quindi il cuore della creazione, la fucina della vita e il crogiolo degli elementi: dalle sue profondità sgorgano le acque, sulla sua superficie si estendono i ghiacciai, gli arbusti che vi crescono permettono la combustione del fuoco e così via. Compito del mago è quindi comprendere il significato stesso della creazione, per poter giungere a scoprire quello dell’intero cosmo e preservarlo. Dal più piccolo granello di sabbia alle immense catene montuose, dal più semplice essere vivente alle creature dotate d’intelletto, la sua è una ricerca che dall’oggetto identifica il soggetto, dalla forma trascende all’essenza.


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